Orari Lunedì e Giovedì: 14:00 - 18:30 / Martedì e Mercoledì: 9:00 - 18:30 / Venerdì: 9:00 - 14:00
Il Museo Archeologico Oliveriano attualmente non è visitabile: le relative sezioni sono in aggiornamento.

Storia

Museo Archeologico Oliveriano

Il Museo Archeologico Oliveriano attualmente non è visitabile;
le relative sezioni sono in aggiornamento.
Il Museo Archeologico Oliveriano nacque insieme alla Biblioteca Oliveriana grazie alla donazione di Annibale Degli Abbati Olivieri, avvenuta con il Testamento redatto nel 1756. La donazione fu  incrementata ulteriormente dal successivo lascito del 1787, grazie al quale confluirono nel patrimonio già donato non solo altri volumi e reperti collezionati dall’Olivieri, ma anche quelli appartenenti a Giovan Battista Passeri, che volle seguire l’esempio dell’amico mecenate.

Il Museo Archeologico Oliveriano nacque insieme alla Biblioteca Oliveriana grazie alla donazione di Annibale Degli Abbati Olivieri, avvenuta con il Testamento redatto nel 1756.

La donazione fu  incrementata ulteriormente dal successivo lascito del 1787, grazie al quale confluirono nel patrimonio già donato non solo altri volumi e reperti collezionati dall’Olivieri, ma anche quelli appartenenti a Giovan Battista Passeri, che volle seguire l’esempio dell’amico mecenate.

Il Museo è attualmente in fase di riallestimento e ristrutturazione e non è visitabile: è  comunque possibile ammirare la ricca collezione di epigrafi in marmo, la cui datazione va dall’età romana arcaica al Rinascimento, che adorna l’area cortilizia e le pareti dello scalone balaustrato in marmo di Palazzo Almerici, nonché cippi e marmi di provenienza locale; inoltre sono visibili le collezioni di avori, bronzetti, gemme, cammei , monete, medaglie e placchette nella Sala dello Zodiaco in Biblioteca: un’occasione anche per ammirare i meravigliosi affreschi dell’urbinate Carlo Paolucci che adornano la Sala.

Il Museo Oliveriano nel 1967: Introduzione alla Guida del Museo Oliveriano di Italo Zicari, Direttore della Biblioteca Oliveriana dal 1956 al 1974

Le raccolte antiquarie cominciarono assai per tempo a Pesaro, poiché già nella seconda metà del sec. XV esistevano nella città tre raccolte epigrafiche: una, municipale, ordinata sotto il portico del Palazzo della Comunità, una dei Signori di Pesaro, ordinata negli «Orti Ducali» e una terza, privata, nella casa del giureconsulto e poeta pesarese Pandolfo Collenuccio (1444-1504).

Nei sec. XVI e XVII si costituirono poi altre collezioni private: quella dei Gozze nella loro villa di Chelmonte, accogliente però epigrafi per la maggior parte “peregrine”, cioè non pesaresi, e quella dei nobili Ardizi (Museo Ardizio). Ma fu solo nel sec. XVIII che si ebbero due veri e propri musei: quello dell’erudito poligrafo G. B. Passeri (1694-1780), accogliente tra pochissimi reperti pesaresi, molte epigrafi peregrine, bronzetti e monete italiche provenienti la maggior parte dall’Umbria, oltre a vasi campani e a più di un migliaio di lucerne, acquistati sul mercato antiquario; e quello assai più importante del sommo archeologo ed erudito Annibale degli Abbati-Olivieri (1708-1789), che si preoccupò di raccogliere solo materiale di scavo, soprattutto pesarese. Dalla riunione dei due musei, voluta dai fondatori fin dal 1756, nacque il Museo Archeologico Oliveriano, che si aprì al pubblico nel 1793, nel Palazzo Olivieri-Macchirelli. Esso tuttavia non accolse tutte le testimonianze antiche della città, poiché in esso non figurava né la collezione epigrafica del Passeri, rimasta nella sua casa, né quelle municipale e «ducale», che però erano state ordinate ad opera dell’Olivieri, circa il 1730, nella grande sala delle udienze del Palazzo della Comunità, detta «I Banchi»; di qui furono poi trasportate, nel 1834, agli «Orti Giulii», dedicati alla memoria di Giulio Perticari.
Solo nel 1885, in occasione del trasferimento del Museo nell’attuale sede di Palazzo Almerici, si riunirono in un sol luogo le raccolte di epigrafi e di marmi del Passeri, dell’Olivieri e municipali, mentre venivano donate o depositate tutte le altre epigrafi in possesso di privati. A queste collezioni, che costituiscono il fondo antico del Museo, si sono aggiunti, via via, quasi tutti i reperti archeologico di Pesaro e del suo territorio, tra i quali importantissimi quelli della necropoli di Novilara, (sec. VIII-VII a.C.) immessi nel 1893.

Attualmente il Museo Archeologico Oliveriano comprende le seguenti collezioni: reperti della Necropoli di Novilara, reperti del Luco Pesarese, bronzi e bronzetti greci, italici e romani, monete antiche (italiche e romane, di cui oltre 4.000 reperte negli scavi del Luco), marmi, lapidario (disposto anche nel cortile e lungo i rampanti delle scale), vasi campani e fittili vari, lucerne pagane e paleocristiani, pietre incise, vetri e paste vitree. A queste si aggiungono una collezioni di monete e madaglie medioevali e moderne e avori bizantini, medioevali e moderni.

L’attuale sistemazione del museo risale al 1967.

Tratto da: Italo Zicari, Guida del Museo Oliveriano di Pesaro, Pesaro, 1969

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