Open Time
Daily: 10 a.m. – 5 p.m.
Monday & Holidays: Closed
La Biblioteca Oliveriana si trova temporaneamente in Largo Mamiani 2/4, ingresso via San Francesco 9.
Sono attivi i servizi di prestito e consultazione; info allo 0721 33344, e-mail info@oliveriana.pu.it.
Vi aspettiamo!
Daily: 10 a.m. – 5 p.m.
Monday & Holidays: Closed
Il Museo Archeologico Oliveriano ospita il più consistente nucleo di testimonianze archeologiche provenienti dal territorio di Pesaro, per un arco di tempo che abbraccia circa mille anni di storia, dal 750 a.C. al VI sec. d.C. circa.
La Sala “introduttiva” del Museo costituisce un “invito al viaggio”, una sorta di summa di quanto è custodito nel percorso espositivo che si snoda nelle sale successive.
Ad anticipare il tema del collezionismo è situato in posizione d’onore, come indicato da Annibale degli Abbati Olivieri nel suo testamento, il pezzo favorito della sua collezione, ovvero un rarissimo anemoscopio del II sec. a. C. rinvenuto lungo la via Appia e acquisito dallo studioso e archeologo Antonio Maria Paciaudi, intimo amico dell’Olivieri, cui lo donò, conoscendone la passione collezionistica. L’anemoscopio, uno strumento utilizzato per capire la posizione dei venti, e di determinare la posizione che il Sole avrebbe assunto alla stessa ora nella data località in diversi giorni dell’anno, permettendo così di compiere diverse osservazioni astronomiche.
A seguire la nostra attenzione si concentra su alcune delle celebri “stele di Novilara”, che anticipano la Sala dedicata alla necropoli di Novilara e all’età del ferro: nella sala introduttiva troviamo la più famosa, databile al 700 a.C. circa, che riporta sul lato principale una complessa scema marina, una sorta di naumachia in cui si fronteggiano una grande nave con effigiati marinai stilizzati ricurvi sui remi e due imbarcazioni più piccole con uomini armati, e una delle stele “iscritte” sulla base delle quali, in passato, si era proposto di riconoscere una lingua “nord picena” di diversa origine rispetto alla “lingua sud picena”. Quest’ultima è una copia, il cui originale si trova al Museo Pigorini di Roma.
Ad introdurre la Sala Romana troviamo i busti rappresentanti quattro imperatori, mentre ci anticipa il Lucus Pisaurensis e la sfera del sacro una riproduzione del dipinto di Giovanni Andrea Lazzarini, che rappresenta un gruppo di matrone romane che si appresta a compiere un sacrificio rituale in un bosco sacro nei pressi di Pesaro (l’originale si può ammirare nella Sala dei Marmi del Conservatorio Rossini di Pesaro).
Nuova sede provvisoria aperta al pubblico: Largo Mamiani 2/4 (ingresso via San Francesco 9)
Sede di Palazzo Almerici (temporaneamente chiusa al pubblico) Via Mazza, 97
TEMPORANEAMENTE CHIUSO PER LAVORI DI RESTAURO DI PALAZZO ALMERICI.