Orari Lunedì e Giovedì: 14:00 - 18:30 / Martedì, Mercoledì e Venerdì: 9:00- 14:00
Il Museo Archeologico Oliveriano attualmente non è visitabile: le relative sezioni sono in aggiornamento.

Ercole Luigi Morselli

Teatro di Posa

Ercole Luigi Morselli (1882-1921)

Diario fotografico del drammaturgo pesarese nel centenario della scomparsa. Web gallery dal Fondo Morselli della Biblioteca Oliveriana a cura di Brunella Paolini e Arianna Zaffini allestimento digitale di Marco Andreani per la visita all’eposizione cliccare qui sotto.

L’archivio di Ercole Luigi Morselli fu acquisito dalla Biblioteca e Musei Oliveriani nel 1989, in seguito alla scomparsa di Giuliana Morselli, figlia del drammaturgo, che aveva lasciato disposizione, all’allora direttore Antonio Brancati, di cedere alla biblioteca tre grandi casse contenenti i manoscritti autografi, l’epistolario, i libri, le fotografie e alcuni ricordi di viaggio del padre.

Il fondo archivistico fu riordinato in quarantotto cartelle mentre il fondo fotografico, ben conservato, fu mantenuto nella sua forma originaria, in due album con copertina in cuoio intarsiato a rilievo. La raccolta fu senza dubbio opera della moglie Bianca Bertucci e di Giuliana Morselli ed è composta da 170 stampe fotografiche, in particolare del periodo metà XIX secolo – 1921, ma con immagini riprodotte e raccolte fino alla seconda metà del Novecento. Si tratta di un archivio di persona con ritratti di Ercole Luigi Morselli, fotografie riguardanti l’attività professionale, di scrittore e poeta del teatro, disegnatore delle scenografie, con immagini scattate durante le rappresentazioni dei suoi Glauco e Orione. L’archivio è anche un breve ma intenso viaggio tra i luoghi e i contesti della sua vita: da Pesaro a Firenze, da Roma a Milano, fino alle esplorazioni in Argentina e in Sudafrica tra il 1903 e il 1904, testimonianze visive dei suoi passaggi e incontri vissuti.

Chiaramente sono confluite nel fondo le fotografie della famiglia di origine, della madre Anna Celli, originaria di Sant’Angelo in Lizzola (Pesaro e Urbino) e del padre Antonio Morselli, ispettore doganale, di Castel San Giovanni (Piacenza). 

Un consistente nucleo appartiene a Bianca Bertucci, sua moglie, con le immagini della sua famiglia romana, della madre Isabella Brancadori e del padre Costantino Bertucci, noto e apprezzato mandolinista. Tra queste si trova anche la fotografia originale più antica del fondo a firma di Lorenzo Suscipj, databile tra il 1850 e il 1855. Nell’ordine cronologico delle vicende si ritrovano memorie anche di Giuliana, molto amata dal padre, ritratta fin dalla sua nascita, con fotografie della sua vita privata che arrivano fino agli anni Sessanta del Novecento.

L’archivio Morselli, oggetto di ricerche e studi dai primi anni Novanta del Novecento principalmente ad opera di Lucia Ferrati, comprende il fondo fotografico che è stato catalogato e digitalizzato nel 2020, grazie ad un progetto promosso dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani. È stato fondamentale il contributo della Regione Marche per mezzo della legge regionale 15/2018 a sostegno della cultura fotografica e il supporto tecnico della Fondazione Marche Cultura. La catalogazione, mediante scheda F, in linea con le direttive dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), ha permesso di analizzare non solo le tecniche fotografiche dell’epoca o le tipologie di ritrattistica, ma ha fatto emergere numerose informazioni di corredo. Il prezioso materiale offre spunti, ad esempio, sugli stabilimenti fotografici che operavano a Pesaro tra fine Ottocento e i primi del Novecento, come Mancigotti e Trevisani, mentre intorno alla metà di quel secolo ricordiamo gli studi B.B. Sport e Pandolfi & Temelini.

Inaspettatamente si ritrovano anche celebri autori come Badodi con studio a Milano, Sorgato a Venezia, Modena e Bologna, infine Bettini, Bragaglia, Fontana, Pesce, Porry-Pastorel, Reale, Suscipj, fotografi a Roma.

I patrimoni fotografici di persone e famiglie rappresentano tasselli di una memoria storica in equilibrio tra la narrazione del privato e lo specchio di un’epoca di un’intera comunità, ma spesso sono incompleti o inesplorati. Non è il caso del fondo Morselli, in cui dalle immagini riaffiorano tutti gli aspetti della sua vita e delle sue relazioni: l’uomo, l’artista, le origini, gli affetti, gli ideali e infine la sorte della malattia.

L’intervento sull’archivio fotografico di Ercole Luigi Morselli si inserisce in un più ampio progetto, portato avanti dall’Ente Olivieri ormai da alcuni anni, che ha come obiettivo il recupero, il censimento e la catalogazione degli archivi fotografici che conserva, attività intese come punto di partenza di una conservazione attiva e della valorizzazione. L’evento espositivo rappresenta una naturale conseguenza degli interventi precedenti e in una veste interamente digitale ci offre un nuovo sguardo sulle modalità di fruizione e sulle molteplici chiavi di lettura delle immagini

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