Orari Lunedì e Giovedì: 14:00 - 18:30 / Martedì e Mercoledì: 9:00 - 18:30 / Venerdì: 9:00 - 14:00
Il Museo Archeologico Oliveriano attualmente non è visitabile: le relative sezioni sono in aggiornamento.

Fondo Fotografico

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Fondo Arceci

Il fondo fotografico Arceci venne costituito il 7  Maggio 2014, in occasione della donazione da parte di Franco Arceci di 50 fotografie scattate da Mauro Arceci (1888-1972) durante la Prima Guerra Mondiale.

Nel 2020 la famiglia Arceci incrementò il fondo con una ulteriore donazione di 120 fotografie. Gli scatti documentano l’esperienza di Mauro Arceci come capofotografo del Reggimento a cui era stato assegnato durante la Prima Guerra Mondiale. Nato a Colbordolo nel 1888 da Luigi Arceci e Giulia Oddeni, Arceci cominciò ad esercitare la professione di fotografo nel 1924.

Fondo Brancati

Il fondo fotografico Antonio Brancati consta di 342 fotografie e un numero imprecisato di diapositive: esso è strettamente legato alla personalità di Brancati, autorevole Direttore della Biblioteca e del Museo Archeologico Oliveriano per oltre 30 anni (1974-2009)

Le immagini, veri e propri “appunti” per le ricostruzione della cronaca, dell’arte e dell’ambiente cittadino, riflettono gli interessi che hanno animato l’infaticabile opera di storico del Professore.

Le fotografie ritraggono  dettagli degli edifici e dei monumenti storici più interessanti di Pesaro, così come reperti appartenenti al fondo archeologico Oliveriano. Alla documentazione fotografica si affiancano note manoscritte da cui avrebbero avuto origine articoli e pubblicazioni.

Fondo Della Chiara

Alcibiade Della Chiara (1904-1972) fu un imprenditore pesarese, attivo nell’ambito dell’artigianato artistico. Seguendo le orme del padre Aroldo creò un piccolo impero cittadino, specializzandosi inizialmente nella tecnica di “vetri a gran fuoco” e nella realizzazione di insegne impreziosite da foglie d’oro zecchino. Successivamente la produzione si estese alla pittura, all’ebanisteria, all’arredamento, alla maiolica, alla grafica e al restauro: fu proprio Della Chiara a restituire alla città la sua “Pupilla”, cioè la fontana di Piazza del Popolo. 

Fondatore dell’omonima “Casa d’Arte”, la sua bottega diventò una vera e propria fucina di idee e centro di attrazione per personaggi pesaresi impegnati nelle varie arti:  dal musicista Cencio Michetti, al letterato Domenico Lombrassa, al compositore Riccardo Zandonai, ai quali si aggiunsero il pittore Sandro Gallucci, il ceramista Bruno Baratti, i fratelli De Negro, l’ingegner Cesare Del Vecchio, Renato Pompei e Alessandro Procacci. Negli anni della Ricostruzione post bellica, tra i frequentatori abituali vi furono Nino Caffè, Fabio Tombari e Carlo Betti.

Le fotografie del Fondo Della Chiara permettono di ricostruire uno dei periodi più vivaci della storia della cultura pesarese, memore dei Rossini, dei Mascagni e dei Morselli, ma proiettata verso la modernità, in cui il gusto estetico non è più appannaggio delle cosiddette “arti nobili”, ma coinvolge anche quelle riduttivamente definite “arti minori”.

Fondo Mochi

Il fondo fotografico Mochi è costituito dalle circa 1700 diapositive, 2472 negativi fotografici, 1550 fotografie di vari formati, scattate dall’Ingegnere pesarese Enrico Mochi (1898-1987). La fotografia fu la grande passione della sua vita ed ottenne importanti riconoscimenti, ad esempio nel 1964 e nel 1965, quando due sue opere vennero premiate al concorso “Reportage e racconto fotografico”, organizzato dal Fotocineclub di Fermo. Il fotografo Giuseppe Cavalli realizzò un suo ritratto, intitolato significativamente “Il mio amico di Pesaro”. Fondatore de Fotoclub pesarese, ebbe rapporti  anche con il fotografo Mario Giacomelli ed altri esponenti dell’entourage artistico marchigiano.

In una lettera indirizzata  al critico Giuseppe Turrioni, anch’essa conservata presso la Biblioteca Oliveriana, descrisse così il suo rapporto con la fotografia: “[… ] il comune amico, Mario Giacomelli, potrà dirle come per me la fotografia sia veramente una passione, pur rimanendo solo un hobby. Seguo con attenzione, attraverso le mostre, le riviste, i suoi scritti, l’evolversi del gusto fotografico, la laboriosa formazione dei suoi fini […] Amo il racconto fotografico”.

Fondo Montecatini

Il fondo fotografico Montecatini comprende 158 immagini fotografiche in bianco e nero e a colori, databili tra la fine degli anni 50 e la fine degli anni 70 del XX secolo.

Spesso  raffigurano i macchinari prodotti dallo stabilimento pesarese, spediti in ogni parte del mondo, soprattutto in Europa. Gli scatti sono prevalentemente dello studio Arceci, allora situato in via Rossini 70. fotografo ufficiale dello stabilimento. 

Fondo Morselli

L’archivio dello scrittore e drammaturgo Ercole Luigi Morselli (Pesaro 1882-Roma 1921) fu acquisito dalla Biblioteca e Musei Oliveriani nel 1989. La figlia Giuliana (Liana) Morselli, aveva disposto che alla sua morte fossero cedute alla Biblioteca tre grandi casse contenenti i manoscritti autografi, l’epistolario, i libri, le fotografie e alcuni ricordi di viaggio del padre.

Il fondo archivistico fu riordinato in quarantotto cartelle, mentre il fondo fotografico, ben conservato, fu mantenuto nella sua forma originaria, in due album con copertina in cuoio intarsiato a rilievo. La raccolta fotografica, opera della moglie Bianca Bertucci e proseguita dalla figlia, è composta da 170 stampe fotografiche, relative a un periodo che va dalla metà del XIX secolo al 1921, ma con esemplari che raggiungono la seconda metà del Novecento. Il fondo testimonia il lato umano di Ercole Luigi Morselli, grazie a un notevole numero di ritratti suoi e dei  famigliari, ma anche il suo lato professionale: molte fotografie riguardano la sua attività di scrittore e poeta del teatro, disegnatore delle scenografie, con immagini scattate durante le rappresentazioni dei suoi Glauco e Orione. L’archivio è anche un breve ma intenso viaggio tra i luoghi e i contesti della sua vita: da Pesaro a Firenze, da Roma a Milano, fino alle esplorazioni in Argentina e in Sudafrica tra il 1903 e il 1904, testimonianze visive dei suoi passaggi e incontri vissuti nella sua romanzesca esistenza.

Esposizione Virtuale

Fondo Rinolfi

Il ritrovamento del Fondo fotografico Rinolfi ha permesso di fare in parte luce su un personaggio pesarese che, nonostante la sua rilevanza, è caduto nell’oblio: si tratta di Giorgio Rinolfi, pilota pesarese vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.

Il materiale appartenente a questo nucleo è estremamente eterogeneo: si tratta di tre faldoni contenenti fotografie e documenti di vario genere, ancora da approfondire e studiare; particolarmente importanti sono le foto scattate durante la prima Guerra Mondiale, che rappresentano soldati italiani a San Martino del Carso, Gorizia, Nad Logem; presente anche una fotografia raffigurante sir Arthur Conan Doyle, in visita al Comando Supremo Italiano. 

Fondo Vaccaj

Il nucleo fotografico contenuto nell’archivio Vaccaj consiste in 160 stampe suddivise in sei sottocartelle nominate con i soggetti delle fotografie: avvenimenti, luoghi, oggetti d’arte, autografi e monumenti, personaggi e ritratti famigliari;  si tratta di esemplari soprattutto tardo ottocenteschi, spesso di notevole valore artistico.

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